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Giuggianello e il suo Territorio


Giuggianello è il piu' piccolo Comune della provincia di Lecce da cui dista 36 Km.. E' lontano da Otranto e dal mare Adriatico 14 Km. e da Gallipoli e dal mare Jonio 41 Km. Ha una superficie territoriale di 1006 ettari. Il suo territorio si sviluppa secondo la direttrice sud - ovest e nord-est per circa 6 Km. Il centro abitato è posto in una valle (79 m.s.l.m.). Il territorio è pianeggiante dotato di un debole corrugamento ad est rappresentato dalla cosiddetta "Serra di San Giovanni" o di Giuggianello con una quota massima di 123 m. sul livello del mare. Il territorio di Giuggianello è forse il piu' favorito della natura: la sicurezza abitativa, il clima, il rilievo, la fertilità del suolo, le risorse idriche del sottosuolo hanno permesso agli abitanti di stabilirsi in questa terra per abbracciare l'antica attività dell'agricoltura.
I prodotti agricoli che costituiscono le colture piu' praticate sono: olive, tabacco, cereali, ortofrutticoli (pomodori, peperoni, zucche, patate). Il territorio è vario e dove il rullo compressore dell'agricoltura industrializzata non ha fatto tabula rasa della flora naturale, i fiori innalzano al sole i loro vessilli. Nei campi i papaveri rossi sono padroni, anche le pratoline e i gladioli selvatici si danno da fare per arricchire la primavera. I boschi non spiccano di fioritura ma chi può ignorare i delicati tappeti rosa intenso dei ciclamini che spuntano nelle antiche pietre dei muri a secco o ai piedi di tronchi nodosi e contorti dei secolari ulivi? Dai boschi alla macchia, ai prati il biancospino e il prugnolo creano cascate di bianco, i cisti dispiegano le corolle piegazzate. Le orchidee, veri tesori del territorio, illuminano e tingono la verde erba del prato, la salvia selvatica invia alle api messaggi olfattivi dal profumo di miele. Insomma, vivere il territorio di Giuggianello è festa grande.
Il territorio di Giuggianello è terra antichissima e a testimonianza di ciò possiamo ammirare Dolmen, Menhir, Specchie, e i fantastici e misteriosi "Massi della vecchia".
Con la distruzione di Muro, grosso centro messapico, il piccolo casale di Giuggianello incrementò considerevolmente la sua popolazione perché gran parte dei cittadini di Muro, scampati agli eccidi, vi si stabilirono fondendosi con la popolazione preesistente dando vita ad un autonomo ordinamento civico (Universitas) intorno alla cappella greco bizantina di San Giovanni Crisostomo.
Con i Normanni il casale passò al contado di Lecce e nel 1434 Giovanni Orsini del Balzo, principe di Taranto e Lecce, concesse il privilegio a Giuggianello e ad altri paesi limitrofi di definire i loro feudi. Questo evento fu causa di lotte cruenti tra gli abitanti dei paesi interessati in quanto i loro feudatari mal sopportarono il ridimensionamento dei loro domini. Il signore di Giuggianello pretendeva che il casale disabitato di Polisano fosse incorporato nella sua giurisdizione: La stessa pretesa veniva avanzata dal signore di Muro, mentre quello di Minervino pretendeva il feudo rustico denominato oggi "Cutura" sede di un ricco e interessante Giardino Botanico. L'attuale territorio si ottenne dalla fusione dei tre feudi: Polisano, Quattromacine ( donato da Federerico II di Svevia all'Arcivescovo di Otranto) e da quello di Giuggianello acquistato da Gio Battista Lubelli il cui discendente Gio Leonardo ( 1665-1750) divenne, poi, Barone di Giuggianello. Dai Lubelli il feudo passò al regio Fisco da cui l'acquist l'Arcivescovo di Otranto unificando il feudo e mantenendolo col titolo di Barone sino alla definitiva soppressione della feudalità avvenuta nel 1806.
Avendo a disposizione l'interessante territorio di Giuggianello, il centro, sin dalla sua nascita, avviò un'intensa attività di studi protesi sia verso la lettura sistematica del territorio con varie escursioni, sia verso la ricerca bibliografica e documentale. Attraverso tale attività fu raccolta una grande quantità di reperti archeologici risalenti alla preistoria di Giuggianello, al Medioevo in contrada Quattromacine, sito interessato a scavi archeologici da parte dell'Università di Lecce. Nel 1989 fu avviata l'interessante attività di recupero e di valorizzazione della Grotta di San Giovanni, testimonianza di quella Cultura rupestre bizantina del vivere in grotta.
Il grande sforzo del Centro sia lavorativo che finanziario è stato felicemente coronato in quanto la serietà e la determinazione dell'organizzazione ha colpito il proprietario dell'immobile che ha deciso di donare al Centro la Grotta e l'area di pertinenza di circa 40 are.
In questa località dal 1990 con il recupero dell'antica tradizione popolare legata al culto di San Giovanni Battista, si svolge la SAGRA DI SAN GIOVANNI.