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Lettera ai soci...

Cari soci,
è con profondo rammarico e delusione che sento l’esigenza di inviare queste righe per condividere con voi alcune riflessioni riguardo ad un argomento contestato dalla minoranza di questo Comune: la modalità di gestione del Museo civico di Giuggianello e, in particolare, la CONVENZIONE tra Comune e Centro di Cultura (così come si evince dal manifesto fatto affiggere in data 22 Aprile u.s.).
Lontana dal concepire questo strumento giuridico come modello organizzativo e di collaborazione tra pubblico e privato, la minoranza ha additato la convenzione come lo “spauracchio dello scandalo”.
Non è la prima volta che il Centro si convenziona con un ente pubblico o con altre associazioni private per perseguire i propri obiettivi istituzionali. Lo ha fatto, ad esempio, con l’Università del Salento sin dagli anni novanta, con il Servizio Civile Nazionale e con il CSVS (Centro Servizi Volontariato Salento) e lo farà con tutti quegli enti che richiederanno il suo apporto e le sue competenze in materia di cultura, tutela e valorizzazione dei beni culturali, del territorio e delle tradizioni locali.
Il Centro, con i suoi encomiabili trent’anni di attività al servizio della cultura e della collettività, ha collaborato con tutte le amministrazioni che si sono susseguite in questi ultimi anni a Giuggianello e da questa sinergia pubblico-privata è nata l'idea di dotare la comunità giuggianellese del Museo civico.
Per tale ragione, non poteva che essere il Centro di Cultura ad essere individuato come gestore del Museo, unica associazione operante sul territorio in grado di gestire un sistema museale di questo tipo, considerati l’oggetto sociale (ONLUS NO PROFIT) e gli obiettivi istituzionali che si prefigge.
Ed è per questo che, negli ultimi anni, il Centro si è impegnato personalmente, con profondo senso di abnegazione, nella raccolta, nel recupero e nell’ esposizione dei pezzi museali sull'arte contadina, donati da tutta la collettività giuggianellese, ben felice di poter contribuire a mantenere vive e conservare a futura memoria quelle tradizioni contadine e quegli strumenti agricoli ancora pregni del sudore dei nostri genitori. Come ben tutti sapete, la nostra Associazione basa la sua ragione di essere sul VOLONTARIATO.
E' per questo che fanno ancora più male le accuse di sperpero di denaro pubblico o di malagestione. E' doveroso, perciò, chiarire a questi male informati che nessun Socio, né tantomeno il Presidente o i componenti dell’Organo Direttivo hanno mai percepito o percepiscono retribuzione alcuna per i servizi svolti all’interno del museo. L’apertura e la chiusura dello stesso, così come la turnazione, sono assolutamente gratuite e svolte sulla base di un sentimento altruistico che ciascun socio manifesta per contribuire alla diffusione della cultura nella realtà di Giuggianello. Solo chi non è dedito al volontariato non può comprendere che, nella vita, esistono anche sentimenti che spingono le persone ad operare non per ottenere qualcosa in cambio, ma semplicemente per uno spiccato senso civico e per gratificazione personale e spirituale.
Ma veniamo ai punti contestati della convenzione.
La minoranza è terrorizzata dalle spese “stratosferiche” che le casse comunali dovrebbero sopportare a causa del Museo e si chiede perché non sia stata prevista una somma fissa.
E' bene chiarire che la somma contestata altro non è che un contributo annuale che ogni amministrazione pubblica, generalmente, eroga, compatibilmente con i vincoli di bilancio e con i limiti di spesa pubblica previsti dalla normativa vigente, alle Associazioni culturali e sociali, con finalità non lucrative, che operano sul territorio.
Ed è proprio alla luce di tutto questo che non è stata prevista in convenzione una spesa fissa.
Si sarebbe rischiato, infatti, di “vincolare” l'amministrazione ad erogare una somma annuale impossibile da quantificare a priori, perché dipendente, da un lato, dai vincoli di bilancio del Comune di Giuggianello e, dall'altro, dalle esigenze effettive del Museo civico. Come ben sapete, il Centro di Cultura, grazie ad una gestione oculata e parsimoniosa, quest’anno ha chiuso il bilancio in attivo (pari a 7.887,91 euro che saranno reinvestiti per perseguire gli obiettivi statutari), dimostrando così di essere un esempio di ente virtuoso che realizza i propri obiettivi con tanta fatica, ma con altrettanta efficienza. Il Centro di Cultura, quindi, non costituisce una “zavorra” per il Comune al quale si è chiesto un piccolo sostegno volto a non appesantire eccessivamente gli sforzi che questa Associazione affronta già quotidianamente.
Sull'art. 5 della Convenzione, in ordine ai paventati accordi parasociali tra Sindaco e Centro di Cultura, ci pare che l'interpretazione fatta dalla minoranza sia davvero molto fantasiosa. La ratio della disposizione è quella di garantire la trasparenza dei rapporti tra Comune e Centro di Cultura, soprattutto nella gestione dei fondi pubblici. Sulla base di quanto scritto nella convenzione, sembra davvero che non poteva essere diversamente: il Centro di Cultura non potrà “spendere” fondi dell'Amministrazione comunale, senza l'autorizzazione ed il preventivo coinvolgimento dell’ente comunale.
Anche sull'art. 6, le eccezioni appaiono pretestuose e prive di fondamento. Ci sembra di dover tranquillizzare la minoranza comunale che non si intende assumere un esercito indeterminato di dipendenti, sia perché non ce lo potremmo permettere, sia perché sarebbe contrario alle nostre finalità istituzionali, in particolare a quella che fa del volontariato la ragione del nostro esistere.
Il Museo sarà dotato di quelle figure la cui presenza è condizione necessaria per lo svolgimento delle funzioni museali, ai sensi del Decreto del Ministero per i Beni culturali 10 maggio 2001.
Tuttavia, come sapete bene, si sono già formati gruppi di soci volontari che svolgono, con spirito altruistico, tutte le attività museali (dalle guide turistiche, alle attività tecnico-amministrative ecc.). Inoltre come in passato, anche in futuro, ci avvarremo della professionalità e disponibilità (già formalmente rinnovata) di professionisti quali il Prof. D. COPPOLA, docente di Paletnologia presso l’Università di Bari e il Prof. E. IMBRIANI, docente di Antropologia presso l’Università del Salento, che da anni si spendono insieme a noi per la causa del Museo, senza chiedere alcuna retribuzione.
L’art. 11, infine, non merita nemmeno commenti. La struttura presso cui è allocato il Museo, infatti, è di proprietà del Comune che, in quanto proprietario, ha l’obbligo di garantire la sicurezza ambientale e strutturale dell'immobile che intende dare in gestione. Il fatto, poi, che l'edificio sia un Museo aperto al pubblico obbliga il soggetto proprietario anche a garantire il rispetto della normativa antincendio. Quanto alle protezioni anticrimine, non sono previsti interventi, anche perché l’immobile adibito a Museo, ormai da anni, è dotato di un sistema di allarme più che sufficiente per le nostre esigenze.
Alla luce di tutto questo, cari soci, è evidente che il Centro non sta trascinando il Comune verso il dissesto finanziario. La gestione di un sistema museale è certamente un’attività molto complessa che comporta, in ogni caso, il sostenimento di alcune spese che, però, grazie al Centro di Cultura sono molto più contenute rispetto all’ipotesi in cui lo stesso servizio dovesse essere gestito direttamente dal Comune (che dovrebbe sopportare sia le spese di gestione e che quelle di personale) o esternalizzato ad altri soggetti terzi.
Prima di improvvisarsi novelli Torquemada, gli autori del manifesto “Viviamo Giuggianello” si sarebbero dovuti informare meglio e magari venire a vedere come e con quali risultati si lavora al Centro di Cultura ed al Museo civico. Probabilmente, in questo modo, si sarebbero resi conto dell’insensatezza di lanciare insinuazioni pretestuose e prive di fondamento.
Lungi da noi la volontà di alimentare una polemica politica che non ci compete, tuttavia non ce l’abbiamo fatta a tacere quando la “macchina del fango” è partita ad attaccarci in maniera così infondata. Lo abbiamo fatto per tutti quei soci e quei giuggianellesi che, come noi, hanno voluto fortemente il Museo, ritenendo che costituisca motivo di lustro e prestigio per l’intera collettività, non potendo accettare che venga derubato del suo reale significato e indegnamente strumentalizzato.

Il Presidente

Giuggianello, Aprile 2011